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Coronavirus: aggiornamento del 26 gennaio 2021

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Coronavirus: ampliate le misure nel settore del lavoro ridotto per contenere le ricadute economiche

Il 20 gennaio 2021, il Consiglio federale ha attuato le modifiche alla Legge COVID-19 introdotte lo scorso dicembre e ampliato il catalogo delle misure già esistenti nell’ambito del lavoro ridotto: il periodo di attesa è stato soppresso retroattivamente dal 1° settembre 2020 al 31 marzo 2021. Anche la durata massima di riscossione dell’indennità per lavoro ridotto (ILR) è stata abolita retroattivamente, dal 1° marzo 2020 al 31 marzo 2021, di quattro periodi di conteggio in caso di perdita di lavoro superiore all’85 per cento. Infine, il diritto all’ILR è stato esteso alle persone impiegate a tempo determinato e alle persone in formazione. L’estensione di tale diritto è applicabile fino al 30 giugno 2021.


Comunicato stampa del Consiglio federale: https://www.admin.ch/gov/de/start/dokumentation/medienmitteilungen.msg-id-82046.html

 

Adeguamenti dell’indennità di perdita di guadagno COVID-19

Indennità per gli indipendenti e i loro coniugi o partner registrati che lavorano nell’azienda
In occasione dei dibattiti sulla Legge COVID-19, il Parlamento ha deciso che i lavoratori indipendenti e le persone la cui posizione è assimilabile a quella di un datore di lavoro, che registrano una diminuzione della cifra d’affari mensile pari al 40 per cento rispetto alla cifra d’affari mensile media degli anni 2015-2019, potranno beneficiare di un’indennità di perdita di guadagno per COVID-19. Finora la diminuzione della cifra d’affari doveva essere almeno del 55 per cento. Avete pertanto diritto all’indennità di perdita di guadagno nella misura in cui subite una perdita di guadagno e la vostra attività lucrativa è considerevolmente limitata a causa di provvedimenti adottati a livello cantonale o federale per combattere il coronavirus. Questo è il caso se, dal 19 dicembre 2020, nel mese in cui presentate la richiesta la vostra cifra d’affari diminuisce almeno del 40 per cento rispetto alla cifra d’affari mensile media degli anni 2015-2019 o rispetto alla durata effettiva della vostra attività. Questa nuova disposizione è applicabile dal 19 dicembre 2020.

Indennità per le persone particolarmente vulnerabili
I lavoratori, gli indipendenti e le persone la cui posizione è assimilabile a quella di un datore di lavoro che appartengono al gruppo delle persone particolarmente vulnerabili e che devono interrompere la loro attività lucrativa perché non sono in grado di svolgerla da casa (telelavoro), hanno diritto all’indennità di perdita di guadagno COVID-19.

Queste persone devono presentare un certificato medico che attesti l’appartenenza al gruppo di persone particolarmente a rischio ai sensi dell’allegato 7 dell’Ordinanza 3 COVID-19.

Inoltre devono:

  • essere obbligatoriamente assicurate all’AVS (quindi avere il domicilio o esercitare un’attività lucrativa in Svizzera);

  • esercitare un’attività lucrativa salariata o indipendente.

Nel formulario di richiesta, le persone particolarmente vulnerabili che svolgono un’attività lucrativa indipendente devono indicare per quale motivo non possono svolgere il loro lavoro da casa.


Per ulteriori informazioni: https://www.medisuisse.ch/contento/tabid/886/language/it-CH/Default.aspx 

 

Test rapidi SARS-CoV-2 negli studi dentistici

L’UFSP non prevede che i medici dentisti possano eseguire test rapidi.

«I test rapidi non automatizzati per il rilevamento diretto del SARS-CoV-2 sul singolo paziente (test rapidi SARS-CoV-2) possono essere eseguiti unicamente nelle seguenti strutture:

a. laboratori autorizzati secondo l’articolo 16 della legge del 28 settembre 201225 sulle epidemie (LEp) e centri di prelievo di campioni da essi gestiti;

b. studi medici, farmacie e ospedali, nonché centri di test gestiti dal Cantone o su suo incarico.
I test rapidi SARS-CoV-2 possono essere eseguiti anche al di fuori delle strutture di cui al capoverso 1, a condizione che un dirigente di laboratorio, un medico o un farmacista si assuma la responsabilità del rispetto dei requisiti di cui agli articoli 24-24b.» (art. 24 cpv. 1 e 2 Ordinanza 3 COVID-19)

 

Un datore di lavoro può ordinare ai suoi dipendenti di vaccinarsi contro un virus pandemico e quali sono le conseguenze del licenziamento per non essersi uniformati a questo ordine?

Il diritto di dare istruzioni ai propri dipendenti e gli obblighi del datore di lavoro sanciti dal Codice delle obbligazioni rappresentano una base legale per imporre ai dipendenti di farsi vaccinare. Inoltre, c’è anche un interesse pubblico alla protezione vaccinale. In ogni singolo caso spetta a un giudice, che dovrà ponderare gli interessi in gioco, stabilire se il licenziamento di un dipendente che si rifiuta di farsi vaccinare rispetti il principio di proporzionalità. Poiché attualmente manca una giurisprudenza a tale proposito, un datore di lavoro deve aspettarsi che un simile licenziamento venga considerato abusivo.

Al momento, pertanto, non è possibile fornire una risposta chiara alla domanda se un datore di lavoro possa obbligare i propri dipendenti a farsi vaccinare o se un licenziamento notificato in seguito al rifiuto di un dipendente di non uniformarsi a tale obbligo possa comportare sanzioni.

Testo integrale (in tedesco)

 

Sondaggio per un progetto di ricerca

Un progetto di ricerca in corso si prefigge di rilevare il livello di conoscenza dei medici dentisti in materia di lesioni della forcazione nella malattia parodontale. Siete invitati a partecipare al sondaggio e a compilare il relativo questionario. Con il vostro sostegno, contribuite alla ricerca condotta da un team di parodontologi del King’s College di Londra e di altri centri (per es. il Centro di medicina dentaria dell’Università di Basilea). Grazie mille.

Vai al questionario

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